Generalfinance S.p.A. (BIT:GF)
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Earnings Call: Q2 2023

Jul 27, 2023

Buongiorno, qui è l'operatrice Chorus Call. Benvenuti alla presentazione dei risultati finanziari al 30 giugno 2023 di Generalfinance. Vi ricordo che tutti i partecipanti sono in modalità di solo ascolto. Dopo la presentazione iniziale ci sarà l'opportunità di porre delle domande. La presentazione è disponibile sul sito di Generalfinance alla sezione Investor Relations, Bilanci e Presentazioni e anche sull'homepage. Per ricevere assistenza da un operatore durante la conference call digitate asterisco seguito da zero. Ora vorrei cedere la parola al Dottor Massimo Gianolli, Amministratore Delegato di Generalfinance. Dottor Gianolli, prego. Grazie, buongiorno a tutti. Se mi volete seguire seguendo le pagine della presentazione, partiamo da pagina cinque, vediamo quali sono i risultati in termini di volumi. Come vedete abbiamo chiuso il primo semestre a EUR 1,140 million di turnover, con una crescita del 22%, a conferma ovviamente di quello che avevamo già anticipato nel corso del precedente incontro, del trend estremamente positivo per l'anno in corso. Ci confrontiamo sullo stesso periodo rispetto a un mercato che cresce del 3%. Se seguite a pagina sei, passiamo a un altro elemento molto importante, l'utile netto. Come vedete siamo a EUR 6.7 million con una crescita anno su anno del 35%. Interessante il confronto fra i dati che abbiamo visto poc'anzi sul turnover, interessante anche con riferimento al CAGR 2022, dove avevamo visto un +63% sul turnover e un +43% sull'utile netto ed è interessante il confronto +22%, +35%. Questo a dimostrazione della solidità dei ricavi e soprattutto del fatto che la crescita sia una crescita che non va a discapito della redditività. Anche da questo punto di vista abbiamo raggiunto il numero a budget. Passiamo a pagina otto, se scorrete la presentazione. La conferma del nostro modello a basso rischio, lo vedete sia al livello di costo del rischio, che è pari allo 0.03%, che di NPE lordo, che come vedete è pari allo 0.25%. Interessante il confronto, se vedete sulla parte destra della slide, nel box di destra, con i dati di mercato. Oggi esprimiamo un rapporto che è pari a 1/14 rispetto al dato medio di mercato. Anche questo è un elemento che continua a darci conforto sulla crescita, ma soprattutto sulla crescita sana e sul fatto che il modello tenga e lo si vede poi a pagina nove, dove continuiamo a riportare il lungo periodo 2018-2023, sia sul default rate che sull'NPE ratio. Come vedete è interessante vedere il passaggio dal 2018 attraverso poi la pandemia e il conflitto Russia-Ucraina e l'attuale situazione è confortante perché si vede che non solo non ci sono inversioni di tendenza, ma anzi c'è un costante appiattimento e un abbassamento sia del default rate che dell'NPE ratio. Se andate a pagina 10, ulteriori due elementi interessanti sono i DSO. Il DSO della nostra società è uno dei più contenuti rispetto ai dati di mercato. Come vedete solo il 37% dei debitori ceduti, quindi del portafoglio delle scadenze gestite da Generalfinance, eccede i 120 giorni contro un 59% dato di mercato. Il DSO l'abbiamo già commentato nella precedente trimestrale, ovviamente ha i suoi lati positivi. Un DSO corto, breve ha i lati positivi noti e già commentati e i lati negativi già noti e commentati, ma poi successivamente potremo vedere quali sono gli effetti della situazione della contrazione del DSO. L'elemento importante che ha impatto estremamente positivo in termini sia di gestione del rischio da parte di Generalfinance che di processo di gestione degli incassi e quindi molto positivo sui nostri clienti, lo vedete nella parte destra della slide, nell'albero dell'analisi dei tardati pagamenti. Il 93% delle scadenze da noi gestite viene incassato alla data di scadenza. È un dato estremamente positivo e anche questo continua a confermare l'efficienza delle scelte iniziali, della selezione, ma anche di come formuliamo, di come componiamo il portafoglio, ma soprattutto anche l'efficienza della nostra collection, che rispetto a un 23% dato di mercato. L'efficienza deriva anche dal fatto che il 93% delle scadenze vengono regolate e quindi al nostro team rimangono da gestire il 6%, che vengono incassati entro i 30 giorni. Buona parte di questi sono semplicemente bonifici che durante il mese arrivano e quindi non hanno bisogno di particolare gestione. Il team di collection si concentra soltanto su un 1%, che è quella parte di portafoglio che viene incassato normalmente nei 30, 60, 90 giorni successivi. Questo è un altro elemento che continua a confortare sull'estrema efficienza della struttura. Se andiamo a pagina 11, ci concentriamo sul DSO. È interessante vedere la serie storica dei dati Assifact a confronto con la serie storica dei dati di Generalfinance. Come vedete, fino a settembre 2022 i dati erano grosso modo costanti rispetto alla media di mercato, confrontata con i dati di Generalfinance. Da dicembre 2022 abbiamo un decremento da parte del nostro portafoglio, come vedete da 73 giorni a 66 giorni. Da luglio, quindi dalla fine di giugno, abbiamo potuto constatare una ripresa del DSO che sta andando in media nel mese di luglio intorno ai 70 giorni. Pare che il fenomeno, che poi deriva dalla qualità del credito, dalla qualità dei cedenti e dalla qualità dei debitori ceduti, quindi dobbiamo leggerlo sicuramente anche in senso positivo e ovviamente in senso anche di efficienza della gestione della nostra tesoreria. Se passiamo a pagina 12, abbiamo il solito spaccato che frequentemente è utile commentarlo per dare l'idea di chi sono i nostri cedenti, li vedete in basso a sinistra, sono le aziende rappresentate, i cedenti, tipicamente aziende in turnaround, aziende che seguiamo nell'albero della ristrutturazione del debito e delle procedure concorsuali. Questi cedenti hanno prevalentemente il loro portafoglio, i loro debitori ceduti, quindi servono i debitori che vedete nella parte alta della slide sulla sinistra, quindi sono nell'area di grade positivo, e si vede meglio rappresentato nella parte centrale della slide lo spaccato nella torta in alto di chi sono i debitori. Vedete che il 67% dei debitori sono rappresentati in verde, quindi hanno un ottimo grade, 17.7% in giallo, quindi buona parte dei debitori sono eccellenti. Interessante vedere anche la gestione dei debitori ceduti, i rossi e neri, perché questo vi dà l'idea di quale sia l'approccio di outsource di Generalfinance alla gestione del portafoglio dei nostri cedenti, in quanto noi ci siamo sempre prefissati, nell'ottica di dare servizio ai nostri clienti, di gestire in outsourcing l'intero portafoglio. Nella parte sempre centrale, in basso, vedete rappresentati i grade e gli score dei nostri cedenti. Come vedete la parte verde si riduce come abbiamo anticipato. Ci sono cedenti che stanno affrontando un po' un processo di riabilitazione nella clinica delle imprese, così come amo definire la nostra azienda, come amo definire Generalfinance. Nel lato destro della slide abbiamo inserito una nuova torta che vi rappresenta la percentuale di bonis, che è pari al 29.8% dei nostri cedenti, rispetto al 70.2% del mondo distressed, che è il mondo in cui siamo concentrati. Ricordiamoci poi che nel mondo del distressed esistono molte operazioni che nascono e che vengono poi seguite attraverso la procedura, attraverso la nascita di una newco, quindi di una società che nasce a servizio della procedura concorsuale. Un elemento estremamente interessante è anche la retention dei nostri cedenti. Le recenti verifiche che abbiamo fatto ci hanno restituito un dato estremamente interessante, la durata media del rapporto con un nostro cedente è pari a sei anni. Questo ci dà, unitamente al flusso di LIR, delle lettere inizio rapporto, che rendono il flusso di cessione del credito costante di 24 mesi in 24 mesi, ci dà anche un'idea che il degrado derivante dalla perdita dei clienti è modesto, perché ovviamente è intorno al 15% massimo che deriva. Questo è un elemento interessante perché è in costante crescita. Notiamo che i cedenti, anche usciti dalla procedura concorsuale, continuano a conservare il rapporto, soprattutto alcune aziende molto importanti uscite negli anni scorsi, hanno continuato a conservare il rapporto con la nostra società. Altri elementi fondamentali sono l'operatività in prevalenza pro solvendo, l'LTV pari all'82% e la copertura assicurativa derivante dalla storica partnership che abbiamo con Allianz Trade pari all'80%. Se passiamo a pagina 13, un altro elemento, un fiore all'occhiello di Generalfinance da sempre, è la piattaforma digitale attraverso la quale noi gestiamo automaticamente tutti i processi che arrivano dalla cessione del credito dei nostri 239 cedenti. Le 11,000 cessioni rolling che abbiamo gestito negli ultimi 12 mesi sono state eseguite dai nostri cedenti in totale autonomia, così come i pagamenti, le erogazioni e le liquidazioni delle quote non erogate, circa altre 20,000 operazioni che sono passate in automatico dalla tesoreria attraverso il nostro back-end, che prima ha gestito attraverso Generalweb, il nostro front-end, le cessioni, poi restituisce il flusso di pagamenti ai nostri clienti. La piattaforma digitale ci ha permesso di gestire, sono sempre dati 12 mesi rolling, 363,000 fatture e circa 410,000 scadenze. Voi pensate che siamo meno di 70 persone in azienda. È un dato estremamente interessante ed è interessante anche che le 156,000 PEC, le notifiche digitali escono in modo totalmente automatico. Questo è un altro elemento confortante perché la nostra crescita è ovviamente estremamente solida anche grazie al fatto di poter gestire questa montagna di dati e di informazioni all'interno successivamente del big data, del data lake, che poi ci permette di avere una montagna di informazioni, una montagna di dati a disposizione sia internamente che esternamente in modo estremamente efficace ed efficiente. Ora do la parola al nostro CFO, Ugo Colombo, per entrare maggiormente nell'analisi dei dati e del risultato e poi la riprendo appena Ugo ha terminato il suo intervento. Grazie. Grazie Massimo, buongiorno a tutti. Pagina 15, qualche dettaglio sulle dinamiche principali del conto economico dello stato patrimoniale. Partendo dall'alto vedete le principali linee del conto economico. Qui sottolineerei la dinamica dei ricavi che è molto positiva con un +12% a livello di margine di intermediazione. Segue abbastanza la dinamica del turnover che abbiamo visto, da un +22% anno su anno, tenuto conto dell'effetto già ricordato da Massimo DSO sulla linea dei ricavi. In particolare tiene, nonostante la pressione sul costo del funding, ma poi avremo dei dettagli su questo, il margine interesse che per effetto del repricing del passivo e il disallineamento rispetto al repricing dell'attivo, pur essendo sia l'attivo che il passivo integralmente a tasso variabile e la dinamica del DSO già ricordato in precedenza, incide sul tasso di crescita annuale che rimane fermo a un +2%. Vanno molto meglio le commissioni che non risentono evidentemente della pressione sul costo del funding. Seguono di fatto l'andamento del turnover controbilanciando l'effetto del DSO con un maggior componente relativa fisiologicamente al ritardato pagamento. Nel momento in cui si accorciano così significativamente come abbiamo visto i tempi di pagamento, c'è questa ulteriore componente di ritardato pagamento che tende a controbilanciare la dinamica delle pure commissioni di factoring overall sulla linea delle commissioni da un +15%. Come vedete, lo abbiamo già detto in premessa, le rettifiche di valore su crediti sono bassissime, incidono per EUR 300,000 su EUR 16 million di margine di intermediazione. Il costo del rischio è sui livelli storicamente più bassi degli ultimi five years e questo è un ulteriore elemento di forte conforto. L'erosione del margine di intermediazione data dalle provision sui crediti è estremamente bassa, poco significativa. I costi danno una dinamica annuale del -9%. Questi sono i dati stated. Vi ricordo che nel 2022 nel primo semestre avevamo contabilizzato circa EUR 1.2 million di costi straordinari relativi all'IPO, che si era conclusa proprio il 29 giugno del 2022, in particolare circa EUR 250,000 di costi di personale e il resto, circa EUR 980 nella linea delle altre spese amministrative. Se aggiustiamo questi effetti, la dinamica dei costi dà un +23%. Un ulteriore elemento relativo alla dinamica dei costi ha visto un'incidenza nel primo semestre di taluni costi legali, in particolare straordinari, non ricorrenti, al netto dei quali la dinamica annuale è stimata come indicazione del run rate dei costi operativi intorno al 18% su base adjusted sia 2022 e 2023, che è più o meno in linea con la media storica degli ultimi tre anni di crescita dei costi operativi che si situa intorno al 18%. Direi che la dinamica dei costi, nettata da queste componenti one-off non ricorrenti, è sostanzialmente in linea con il trend storico della Società e del ritmo di crescita che la contraddistingue. L'utile netto è un +35% su base Adjusted, quindi nettato al 2022 dei costi straordinari dell'IPO, la dinamica è pari al 17%, che comunque è sostanzialmente in linea con la crescita del turnover. Come diceva un Amministratore Delegato in premessa, è un elemento fondamentale la crescita nel contesto in cui la redditività permane su livelli in linea con le pricing policy storiche della Società. Due indicatori dalla tabella centrale per noi molto importanti, il primo è il cost income ratio, che vedete flette sempre su base Stated da anno-su-anno, dal 48%-39%. Consideriamo questo un risultato estremamente importante grazie alla leva operativa indotta anche dalla piattaforma e l'effetto scala che la tecnologia abilita nel percorso di crescita e che consente poi anno per anno, trimestre per trimestre, di ridurre il grado di leva operativa. In un anno, di fatto, siamo scesi di otto punti percentuali su base stated e per la prima volta evidenziamo un cost income ratio sotto la soglia del 40%, che è un dato sicuramente molto importante e ci posiziona in linea con i migliori intermediari finanziari nel panorama italiano. Migliora anche la redditività sul capitale rispetto anche al 2022 che era chiuso a 24%, siamo al 26%, tenuto conto dell'incremento patrimoniale realizzato in particolare nel 2022, il recupero a livello di ritorno on capital è sicuramente significativo, in linea con la traiettoria disegnata nel piano industriale. Il Totale Attivo, lo vedete sotto, si presenta come al solito estremamente semplice. Di fatto abbiamo due voci rilevanti, Financial Assets, che sono i crediti, le anticipazioni fatte ai cedenti, gli acquisti di crediti pro soluto, per la prima volta superano i EUR 400 million, supera lo stock di crediti con EUR 48 million di liquidità che ci porta, a livello di Total Assets, a sfiorare ormai EUR mezzo billion di totali attivi in gestione. A livello di passività registriamo nel corso del semestre l'allocazione dell'utile e la distribuzione dell'utile relativa al 2022, oltre alla redditività, l'utile generato i EUR 6.7 million nel corso del primo semestre, che portano il totale del Patrimonio Netto a EUR 58 million con circa EUR 388 million di utilizzo delle linee di funding al 30 giugno. Pagina 16. Un dettaglio nella parte bassa della slide sui ratio patrimoniali che permangono sostanzialmente in linea con i numeri del 2022, in particolare CET1 ratio praticamente stabile. Il drop di 20 basis points collegato esclusivamente alla crescita di EUR 20 million di RWA. Se vedete a sinistra la densità delle RWA rimane stabile intorno al 78%-79%, la composizione del portafoglio per debitore, per cedente, per rating è stabile e si riflette anche nelle RWA, che è un ulteriore modo per vedere come la qualità del portafoglio, la qualità del credito rimane nel corso del semestre in linea con il dato di fine 2022. Evidenziamo pertanto un capital buffer estremamente rilevante. Come sapete non siamo una banca. Il minimo in termini di CET1 ratio è 4.5, rispetto al quale abbiamo 10 punti di extra capital che supporterà poi l'espansione del business nei prossimi due anni previsti dal piano, anche alla luce del contesto particolarmente favorevole. Anche a livello di total capital evidenziamo dei ratio molto rilevanti, 17% con nove punti rispetto al minimo regolamentare che è quello previsto in via ordinaria dalla CRR, pari all'8%. Pagina 17, vedete qualche dettaglio sul funding. In particolare evidenzierei un punto estremamente importante dalla parte bassa della slide che è il totale del funding disponibile, che rimane molto robusto anche nel corso del semestre, con tutto quello che è successo a livello di tensioni sui mercati anche internazionali collegate alle varie crisi di intermediari molto significativi in Europa e non soltanto, non abbiamo perso alcuna linea di finanziamento, ma abbiamo consolidato le relazioni che abbiamo con i lender. Nei prossimi giorni annunceremo un'ulteriore crescita del totale del funding rispetto ai quasi EUR 900 million che sono stabili alla fine del 30 giugno, rispetto ai quali tenuto conto dell'indebitamento finanziario della liquidità, evidenziamo una counterbalancing complessiva di quasi EUR 550 million, che è la riserva di liquidità che possiamo utilizzare per finanziare la crescita sia fino al 2024, ma rispetto alla quale poi abbiamo un ulteriore buffer per eventualmente anche supportare eventuali fasi di tensione che dovessero materializzarsi nei prossimi mesi. Questa counterbalance ci dà un ulteriore elemento di forza e dà l'idea della robustezza della piattaforma di funding complessiva. Nella parte alta vedete la distribuzione sulle varie linee e strumenti di finanziamento dei EUR 388 million di funding utilizzato. In particolare le due forme principali sono la cartolarizzazione, che cresce ulteriormente nel semestre a quasi EUR 150 million, e la linea RCF con circa 10 banche italiane utilizzate per EUR 134 million. L'altro elemento è l'andamento del costo del funding che aumenta nel corso del semestre rispetto al complessivo del 2022, essenzialmente per effetto dell'andamento dei parametri di mercato, l'Euribor, e che porta il totale del costo del funding a circa 440 basis point. Come abbiamo detto poco fa, nonostante questo incremento, il margine interesse comunque sale di due punti percentuali anno-su-anno. A pagina 18 vedete un dettaglio sull'andamento in alto dello spread commerciale, quindi differenza fra tasso attivo applicato alle operazioni di factoring e costo del funding complessivo. Lo spread rispetto al primo semestre 2022 flette a 1.4%, essenzialmente per il lag temporale, come ricordavo in premessa, fra il repricing del passivo, sostanzialmente allineato all'Euribor dell'ultimo mese, e il repricing dell'attivo che è diluito in funzione delle anticipazioni fatte a livello giornaliero ai cedenti. C'è circa un 40 basis points di backlog che andremo a recuperare nei prossimi mesi, nei prossimi due trimestri, quando ragionevolmente sulla base delle stime più aggiornate, l'incremento dell'Euribor dovrebbe sostanzialmente stabilizzarsi. Ci attendiamo nel corso del secondo semestre un riallineamento dello spread commerciale intorno ai 200 basis points, che era l'indicazione che avevamo dato a inizio anno con riferimento al trend della forbice fra tassi attivi e passivi. Meglio, lo vedete sotto, il net interest margin, quindi il margine interesse sul totale dei crediti che beneficia tra l'altro dell'impiego di liquidità a tassi rinegoziati con alcune banche e di altri interessi attivi che portano il net interest margin intorno ai 200 basis points. Overall nei prossimi due trimestri vedremo lo spread commerciale riallineato al trend del net interest margin. A pagina 19 vedete l'andamento del margine commissionale che dà un risultato stabile, quindi pur crescendo del 20% anno su anno, riusciamo a mantenere un pricing sulla parte commissionale molto positivo e significativamente più elevato rispetto alla media di settore. In particolare le commissioni attive sostanzialmente stabili anno su anno a 130 basis points, le passive, che includono sia le commissioni pagate in relazione alla polizza di assicurazione crediti, che come sapete copre circa l'80% del turnover, più le commissioni che paghiamo a agenti mediatori, e più soprattutto le commissioni che vengono corrisposte sulle diverse linee di finanziamento sono stabili anno su anno. Complessivamente il margine commissionale netto di fatto è sostanzialmente stabile a 110 basis points e questo è un ulteriore elemento dopo il calo che avevamo già commentato nel corso del 2022 tra 2020-2021, quando avevamo fatto una completa revisione del parco cedenti che aveva determinato poi uno spostamento più verso il corporate e quindi correlativamente un pricing differenziato. Questa stabilità anche in prospettiva è molto significativa. Ultima slide che commento, pagina 20, con alcuni dettagli sui costi. In particolare ho già sottolineato il trend delle spese amministrative, che vedete sostanzialmente in verde chiaro, EUR 3.4, EUR 3.1 con le dinamiche di aggiustamento che ho commentato tra 2022-2023. Le spese del personale crescono da EUR 3 million-EUR 3.7 million, circa un 50% di questo incremento è determinato dal rollout dei sistemi di incentivazione, in particolare i sistemi di incentivazione a lungo termine introdotti dopo l'IPO e pertanto al netto di questa dinamica il costo è sostanzialmente in linea a un 18% che è sostanzialmente allineato alla media storica di crescita dei costi operativi. Ultimo elemento che sottolineo, lo vedete nella parte bassa della slide, la dinamica dell'organico che è stata ulteriormente rafforzata nel corso del 2023. Siamo 67 colleghi. In particolare nel 2023, in linea con quanto previsto nel piano industriale, abbiamo rafforzato in maniera molto importante l'assetto del sistema dei controlli, dall'AML alla compliance, risk management, internal audit. Abbiamo rafforzato ulteriormente i presidi in ambito crediti per quanto riguarda in particolare valutazione rischio e valutazione cedenti, quindi anche dal punto di vista delle competenze e del rafforzamento dell'organico siamo riusciti a compiere un ulteriore passo in direzione di quanto previsto dal piano in termini di rafforzamento della squadra manageriale di primo e secondo livello. Mi fermerei qui e ridarei la parola a Massimo per i closing remarks. Bene, grazie Ugo. Mi sentite bene? Mi confermi che c'è un buon audio? Dirò la soddisfazione con cui concludo il mio intervento prima di dare spazio ovviamente alle domande. Il quadro macroeconomico e il sistema bancario impegnato a sfruttare positivamente l'attuale interessante evoluzione dei tassi e che quindi sicuramente ha tolto ancora più appeal da parte delle imprese che vedono difficoltà di accesso al credito, quindi non soltanto le imprese distressed, ma vediamo che la PMI italiana, e lo vediamo anche dalle richieste e dai nostri numeri che confermano questo trend di mercato, ha difficoltà di accesso al credito. Gli asset, i numeri che abbiamo visto prima sulla bontà dell'asset quality è estremamente confortante e i costi sotto controllo sono elementi messi insieme alla forte struttura di funding che lasciano lavorare bene sul fronte del nuovo flusso di clientela. La crescita del turnover deriva dalla crescita dei clienti già attivi, ma anche dall'acquisizione di nuovi clienti e dall'ampliamento delle linee su clienti corporate che hanno dato ovviamente un notevole slancio nel secondo trimestre. Lo vedremo ancora di più nei prossimi trimestri perché il numero di clienti che si sono attivati fra il mese di giugno, l'inizio di luglio e si attiveranno poi anche nei prossimi giorni di agosto, lasciano intravedere una robusta crescita da questo punto di vista. La struttura del capitale è l'altro elemento importante. Il poter acquisire dei clienti, poter dare delle linee adeguate passa ovviamente dal funding, dalla struttura del capitale. Siamo arrivati quasi in fondo. Probabilmente nel corso dei prossimi mesi daremo una disclosure anche su tutta l'analisi che abbiamo quasi terminato sull'espansione europea di Generalfinance e quindi anche su come pensiamo di far evolvere, sia in Italia che all'estero, il nostro modello di business. Per concludere, confermiamo quanto avevamo già indicato nel piano industriale. Confermiamo che l'utile netto è in traiettoria EUR 16 million-EUR 17 million. Io non aggiungerei altro. Ringrazio tutti per l'attenzione e per essere presenti. Do ovviamente spazio. Insieme ad Ugo sono qua per rispondere a tutte le vostre eventuali domande. Grazie. Qui è l'operatrice Call. Cominceremo ora la sessione domande e risposte. Chiunque voglia porre una domanda digiti asterisco seguito da uno sul proprio telefono. Per uscire dalla lista di prenotazione digitate asterisco seguito da due. Vi preghiamo di porre le vostre domande utilizzando il ricevitore. Chiunque voglia porre una domanda digiti asterisco seguito da uno ora. La prima domanda è da parte di Manuela Meroni di Intesa Sanpaolo, prego. Buongiorno a tutti e grazie per la presentazione. Avevo qualche domanda. La prima è sui margini. Avete spiegato che la riduzione dei margini è dovuta a una serie di elementi, cambio di mix, il differente timing nel repricing tra attivo e passivo, ma credo che l'elemento più rilevante sia la riduzione dei giorni medi di credito. Avete indicato 70 giorni nel mese di luglio, quindi una ripresa. Volevo capire che cosa possiamo aspettarci nei prossimi trimestri e qual è il livello dei giorni medi di credito che vi aspettate per il full year 2023. La seconda domanda è invece sui volumi. A livello italiano ma anche europeo abbiamo visto una riduzione nella domanda del credito. Mi domandavo se voi, nella vostra nicchia, state sperimentando qualche elemento similare oppure la domanda di credito per il vostro ambito resta ancora forte. La terza domanda è sui cost income. Avete già un cost income sotto il 40% che è un livello assolutamente remarkable. Mi domandavo qual è il livello minimo che può raggiungere il cost income ratio senza che questo si trasformi in qualche genere di rischio operativo. La quarta domanda è sul tax rate. C'è stato un tax rate particolarmente basso in questo trimestre, 28% se non sbaglio. Mi domandavo qual è la guidance per il full year e se ci potete spiegare come mai c'è un 28% in questo trimestre. Un'ultima domanda, non so se potete dare qualche risposta, ma è sull'attitudine del vostro socio nei confronti di Generalfinance. Il lockup dovrebbe essere scaduto. Non so se avete delle interlocuzioni con il vostro socio o se potete dirci qualcosa su quelle che eventualmente sono le intenzioni di Crédit Agricole per quanto riguarda la quota che ancora è di Generalfinance. Grazie. Grazie, do una prima risposta generale, poi magari lascio Ugo entrare più nei dettagli. Sono scaduti i lockup, non abbiamo ovviamente rinnovato alcun tipo di accordo e il socio è disponibile, sta valutando un'eventuale collocazione ordinata della partecipazione sul mercato. Anche da questo punto di vista il socio ha continuato a esercitare la funzione di socio rilevante sia durante la IPO che post-IPO durante il periodo di lockup. Sono molto soddisfatto dei rapporti che ci sono con Crédit Agricole e tuttora le interlocuzioni in corso sono interlocuzioni che vanno nell'ottica di salvaguardia del valore dell'azienda, del rapporto, del titolo e quindi sono interlocuzioni, non posso dirvi di più, ma che stanno avvenendo in modo ordinato ed organizzato. Per quanto riguarda la tematica mercato è importante, lo si vede dai nostri numeri, ma lo vediamo sulla tendenza. Ricordiamoci che dai tendenziali, ma soprattutto da quello che si sta verificando, che si è verificato nel secondo trimestre e anche quello che vediamo si sta verificando nel corso del mese di luglio e d'agosto. La nostra pipeline ricordiamoci che è molto lunga perché le operazioni che riguardano il nostro specifico settore, quello delle procedure concorsuali, sono operazioni che hanno delle gestazioni complesse. A volte passano da situazioni in cui ci sono dei fondi che devono fare delle offerte, ci sono a volte dei passaggi che servono l'ok dell'Antitrust perché magari avvengono delle concentrazioni in determinati settori. Noi abbiamo una pipeline importante di aziende strutturate che sono partite nel mese di luglio e partiranno nei prossimi mesi. Ricordiamoci che il nostro portafoglio è un portafoglio ricorrente derivante dal circolante, quindi i numeri e il fatto che la stragrande maggioranza delle aziende italiane continuino in un sano processo di crescita, lo si vede anche dai nostri numeri e dal fatto che le aziende nostre clienti non stanno perdendo punti sulla crescita e sul fatturato rispetto all'anno scorso. Dal punto di vista del mercato lo vedo assolutamente positivo e non vedo nel breve periodo possibilità di flessioni dal punto di vista della richiesta. Ricordiamoci che, come ho accennato poc'anzi, dal punto di vista di chi deve fare lending, parlo del sistema bancario, il sistema bancario gode in questo momento di un'eccellente situazione in cui, grazie alla situazione tassi, diventa l'impiego e lo sfruttamento della situazione tassi senza prestare dei soldi. La banca può ottenere lo stesso risultato senza nessun rischio di credito, e quindi questo è un elemento a mio avviso estremamente importante da tenere in considerazione. Per quanto riguarda il DSO, noi abbiamo le linee guida che noi abbiamo confermato. Sono linee guida prudenziali che tengono conto non di una ripresa del DSO, ma di un DSO costantemente in linea con il DSO degli ultimi mesi. Il tendenziale, questo ovviamente è in crescita, ma non abbiamo l'ansia di dover recuperare anche perché, attenzione, il DSO noi lo subiamo, è derivante dalla somma delle scadenze delle 410.000 fatture, quindi è un mix di scadenze che derivano dal portafoglio dei nostri clienti. Quindi la ricerca dello stress sul DSO non è possibile fare, ma sarebbe anche pericoloso farla perché dovremmo andare a cercare nicchie o dovremmo andare a cercare clienti che hanno un portafoglio di minor qualità. Quindi noi riteniamo che possa assestarsi, che possa anche leggermente risalire, ma questi saranno i numeri. In ultimo, prima di dar la parola a Ugo, parlo del cost income. General Finance fra pochi mesi compie 41 anni. Noi cerchiamo di arrivare a questi risultati attraverso l'efficienza, mai attraverso il risparmio. Quindi sì, a mio avviso c'è ancora spazio per migliorare da questo punto di vista. Non dobbiamo stressare questo dato, quindi continueremo a migliorarlo, ma senza perdere la qualità e soprattutto continuando ad investire nell'efficienza e nella piattaforma digitale. Il valore delle risorse umane e il valore della piattaforma digitale sono due asset che qualificano indiscutibilmente Generalfinance e che la rendono unica sul mercato. Lascio magari per una serie di ulteriori dettagli la parola ad Ugo e poi sono qua per ulteriori approfondimenti. Sì, un paio di elementi. Sul cost income aggiungo un ulteriore elemento rispetto a quanto diceva Massimo. Noi vediamo un cost income secondo quanto previsto anche nel piano industriale che può flettere ancora di qualche punto percentuale rispetto a questi numeri. Abbiamo nel piano 35%-36% al 2024. Riteniamo che sotto questo livello sia, per i motivi che ricordava anche Massimo, difficilmente ulteriormente comprimibile, tenuto conto anche della necessità degli investimenti sulla piattaforma che non mancano mai e della necessità di rafforzare ulteriormente le competenze. Pensiamo che una combinazione che porti da qui a un anno e mezzo a un ulteriore efficientamento dei processi su cui stiamo costantemente investendo dal punto di vista del particolare aspetto digitale dei processi che ci sta dando un risparmio anche da un punto di vista di FTE su una serie di processi anche di attività centralizzate, possa contribuire col recupero dei ricavi, con la ripresa del DSO a un tasso di cost income ratio di qui a un anno e mezzo in linea con quanto previsto a Piano Industriale e non oltre. Altrimenti, come dici giustamente tu, si entrerebbe in un percorso molto più delicato, dove il trade-off tra la crescita, l'efficienza e i rischi operativi sarebbe, da questo punto di vista, più pericoloso. È una strada che, come ricordava Massimo, in 40 anni non è mai stata perseguita e staremo sicuramente su questa linea di tendenza. Teniamo anche conto che in un anno in cui il cost income è sceso sotto 40%, abbiamo incrementato gli investimenti sulla piattaforma. Si tratta di EUR qualche centinaia di migliaia, ma banalmente gli ammortamenti sugli asset intangibili sono saliti del 30% anno su anno, che è un'indicazione di quanto stiamo investendo. Teniamo anche conto che una delle principali voci che alimentano le altre spese amministrative, anzi quella che ha un ammontare più significativo in senso assoluto, sono le informazioni commerciali e che vale circa EUR 0.4, quindi quasi più del 10% del totale delle spese amministrative, che è ulteriormente cresciuta del 10% e che assomma tutti i costi relativi all'alimentazione degli info provider che alimentano la piattaforma, la capacità di valutare il rischio. All'interno delle spese poi si annidano tutta una serie di costi che sono sì spese, ma che contribuiscono a migliorare l'aspetto della piattaforma, la capacità di analisi e di valutazione del rischio. Nonostante questo riusciamo a contenere ulteriormente il cost income sotto il 40%. Questo è sicuramente un elemento importante. È evidente però, chiaro che qui stiamo confrontando una società non quotata, per quanto un intermediario finanziario, con una fine 2023 quotata, quindi un po' di costi in più sulla parte governance, assemblee, supporti, regulation, un po', per quanto noi fossimo già messi bene, un minimo ha inciso e nonostante questo siamo riusciti a migliorare ulteriormente la leva operativa. Sul tax rate, ci sono due elementi che contribuiscono a spiegare la flessione del tax rate trimestrale al 28%. Il primo sono taluni crediti d'imposta, che sono vari crediti d'imposta previsti a livello di misure di supporto deliberate dai ministeri competenti sul fronte asset digitali, sul fronte beni strumentali, crediti d'imposta correlati anche all'IPO, correlati alle spese energetiche, tutte le varie misure varate nel tempo dal governo, che sono stati poi contabilizzati nel corso del semestre. Questi sono crediti d'imposta che vanno nella linea degli altri proventi che non sono tassati e quindi il tax rate, calcolato come imposte fratto utile lordo, risente in particolare di questa componente non tassata che si è scaricata prevalentemente nel secondo trimestre. In più c'è un effetto che è entrato nel semestre correlato anche al rafforzamento patrimoniale, cioè l'ulteriore incremento dell'ACE che evidentemente poi tempo per tempo, in virtù del rafforzamento patrimoniale, contribuisce a creare delle variazioni in diminuzione delle imposte, quindi un'ulteriore grazie al rafforzamento patrimoniale e agli utili ritenuti nel corso del semestre crea un ulteriore effetto ACE, che un po' questo effetto secondario rispetto al primo contribuisce a quella flessione del tax rate. Sul full year ci aspettiamo un 32% di tax rate. Stiamo lavorando anche sul fronte del patent box che potrebbe dare nel corso del secondo semestre un ulteriore piccolo beneficio che non è incluso in questa indicazione del 32%. Questo più o meno sul tema cost income da una parte, tax rate dall'altra, credo che più o meno dovremmo aver risposto a tutte le tue domande. Sì, grazie. La prossima domanda è da parte di Luigi Tramontana di Banca Akros, prego. Buongiorno, grazie per la presentazione e per le risposte. Solo una domanda rimasta che riguarda il funding. Avete accennato che nei prossimi giorni annuncerete un ulteriore allargamento delle fonti di funding. Volevo sapere se potete anticipare qualcosa sulla forma che avrà, se sarà un ulteriore accordo di cartolarizzazione o una linea RCF e eventualmente che impatto vi aspettate sul costo del funding da questo nuovo accordo. Grazie. Vai tu, Ugo. Sì. Luigi, sul fronte cartolarizzazione non ci sono novità particolari, nel senso che la linea già è settata per EUR 500 million di totale funding senior bloccato sostanzialmente fino a fine 2024 e attualmente utilizzato per EUR 150 million. Stiamo lavorando con il pool di lender, BNP Paribas, Intesa e Banco BPM, tenuto conto che la linea è soggetta a una revisione annuale per cercare ulteriori ottimizzazioni e migliorare l'utilizzo dello strumento alla luce anche del portafoglio che è leggermente mutato in termini di mix rispetto a quando l'operazione è stata varata nel corso del 2021, ma questo lo vedremo verso fine dell'esercizio e quindi da quel punto di vista riteniamo che lo strumento oggi abbia un ottimo livello. Combinazione tra capacità di finanziare una larga parte del portafoglio, oggi quasi il 50% dell'outstanding è finanziato da queste operazioni di cartolarizzazione a un costo sicuramente molto competitivo. Stiamo viceversa lavorando sull'allargamento degli altri strumenti, in particolare l'operazione RCF e linee bilaterali che abbiamo in essere, in particolare con factor di primario standing, con anche dei nuovi lender che entreranno a fronte di una stabilità o in alcuni casi leggero miglioramento degli spread medi. Complessivamente, quello che ci aspettiamo, come commentavo poco fa, è un ulteriore allargamento rispetto all'attuale totale funding di circa EUR 900 million, di ulteriori EUR 70 million-EUR 80 million. Questo da un punto di vista di counterbalancing capacity, di ulteriore allargamento della base di lender, diversificazione per strumento e ingresso di lender di primario standing, sono tutti elementi. Come sappiamo, essendo noi un 106, non una banca, è fondamentale avere costantemente il cantiere aperto e essere nelle condizioni di ingaggiare sempre nuove controparti che possono dare sempre più stabilità alla struttura di finanziamento. La prossima domanda è di Simonetta Chiriotti di Mediobanca. Prego. Buongiorno. Una delle domande ha già avuto risposta. Avrei un'ulteriore domanda relativamente allo scenario. I dati che stanno emergendo sulla tenuta delle aziende sono molto positivi anche dalle disclosure che stanno facendo le banche. Volevo sapere dal vostro osservatorio cosa potete dirci anche in vista della crescita futura, posto che ci sono ampi spazi derivanti da una maggiore penetrazione del prodotto distress, ma anche a livello più generale, come vedete l'evoluzione nei prossimi mesi? Relativamente invece all'espansione all'estero, le conclusioni verranno comunicate più avanti, come avete detto. È possibile avere un qualche tipo di aggiornamento su come sta procedendo questo processo e se è possibile condividere qualche considerazione preliminare? Grazie. Grazie per le domande. Partendo dalla prima, ricordiamoci che Generalfinance è la clinica delle imprese, quindi sfrutta sicuramente positivamente questo scenario, ma in ogni caso Generalfinance dà il meglio di sé in un momento in cui le aziende hanno bisogno di ristrutturare il debito, quindi un'eventuale frenata non determina per noi, perché il nostro business, come vi è noto, è anticiclico. Sicuramente noi vediamo, il momento è favorevole, come ho anticipato e come i nostri numeri certificano. D'altro canto dobbiamo pensare che continueremo a sfruttare questo momento e sfruttiamo anche gli spazi che su un mercato stiamo trovando anche nell'ambito, l'avete visto prima, del bonus, l'avete visto, l'abbiamo prima evidenziato, non disdegniamo l'attività in bonus purché riguardi una certa tipologia di aziende, cioè aziende che possono vedere in un'azienda specialistica, specializzata come Generalfinance, un outsourcer. Noi non andremo mai ad intervenire per far concorrenza ai grossi gruppi bancari, cioè i factoring derivanti dai grossi gruppi bancari che svolgono un'attività completamente diversa dalla nostra. Noi continueremo su questa direttrice con specializzazione nell'ambito degli UTP. Da questo punto di vista, anche se vediamo le proiezioni su questi numeri, abbiamo anche da questo punto di vista dei dati che sono confortanti. In generale vediamo positivamente la crescita. Dall'esame dell'estero emerge, posso anticipare, un interessante mercato in Spagna. Sicuramente la Spagna è un mercato che dalle analisi che abbiamo potuto effettuare, quindi siamo quasi in conclusione, è un mercato più simile all'Italia di quanto onestamente mi potessi aspettare, e quindi le opportunità paiono sicuramente interessanti e pare applicabile anche dal punto di vista tecnico, normativo e del diritto. Parlo ovviamente della parte legale del diritto fallimentare, pare che il mercato sia estremamente assimilabile, di conseguenza è probabile che da lì si possa cominciare. Nel contempo abbiamo ampliato lo sguardo alla Svizzera, dove anche qua sembra, in particolare nel Canton Ticino, che vi siano delle opportunità da sfruttare. Anche su questo, man mano che le analisi si svolgono e daranno dei risultati, vi terremo in costante aggiornamento. Mentre pare, e più che pare lo darei per messo momentaneamente nel cassetto, non interessante, sempre per il modello di business della nostra società, il mercato greco, perché è un mercato molto più piccolo, molto più frazionato e dove il mondo del distressed e dell'impresa media e strutturata corporate, sulla quale il modello di Generalfinance, soprattutto in ambito del distressed, ha un valore aggiunto indiscutibile, ha fatto sì che questo progetto sia stato momentaneamente messo nel cassetto. Ovviamente vi ho dato delle anticipazioni dove nulla è ancora stato definito, però queste sono le linee guida su cui ci stiamo muovendo e probabilmente tra agosto e settembre potremo poi dare disclosure esatta e chiara su tutti i processi in corso. Vi ricordo che se volete fare una domanda potete digitare asterisco seguito da uno sul vostro telefono. Signori, al momento non ci sono altre domande prenotate. Bene, a questo punto io ringrazio tutti per l'attenzione, ringrazio anche lei, Maria, per l'ottimo coordinamento e vi aspettiamo. Alla prossima. Grazie a tutti e buona giornata.